🎥Gloria a vincitori e vinti: l’invasione di Parigi e Zagabria

Onefootball Mario De Zanet

La storia è stata scritta. A Parigi, ma anche a Zagabria. 

Destini apparentemente opposti, si incrociano un giorno dopo: la Francia di Deschamps e il suo secondo Mondiale riversa i parigini sulle strade della Capitale, ma anche a Zagabria una nazione si raduna. L’argento vale (quasi) oro e così la capitale croata ha ringraziato incredibilmente Modric e compagni: ben 100mila croati hanno voluto tributare il miglior risultato della storia della nazione.

Storie differenti, ma affascinanti: la multiculturalità francese che vince ancora, esemplificata dal fenomeno Mbappé, che mentre il suo allenatore sollevava il titolo del 1998 ancora non era nato; la Croazia e l’appagamento per l’attesa espressione della generazione d’oro, rappresentata da Modric, miglior calciatore del Mondiale.

Questo rancore, quello delle ore successive, passerà. E la Croazia si ricorderà una cavalcata memorabile, migliore rispetto proprio a quel Mondiale ’98, quando Suker e compagni si presero il gradino più basso del podio.

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Parigi e Zagabria, oggi, sono in festa. Il peso delle medaglie è diverso, ma forse, non poi così tanto.