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Giacomo Galardini

Chi ha bisogno di vincere l’Europa League?


È inutile girarci intorno: per alcuni l’Europa League è estremamente più importante che per altri. E non stiamo parlando solo del fatturato, ma prettamente di obiettivo stagionale.

Certo, perché vista la sconfitta di ieri della Lazio sul Siviglia (quando sulla carta i biancocelesti avrebbero potuto quantomeno giocarsi una sfida un po’ meno scontata del risultato finale) ha mostrato che in una competizione come questa, le motivazioni fanno veramente la differenza.

Non dimentichiamoci che c’è sempre stato in questa competizione (da sempre considerata una figlia del dio minore dell’UEFA in confronto alla Champions) un certo snobismo per quanto riguarda le squadre italiane.

Che tra formazioni ampiamente rimaneggiate, ampi turnover per far fare minutaggio ai panchinari e tendenza a schierare i titolari solo quando le riserve all’andata hanno preso un imbarcata, non sempre hanno onorato questa nuova versione della Coppa UEFA.


Invece l’Europa League conta, eccome. E non solo per il market pool legato alla competizione (in soldoni, il danaro): le italiane avendo portato 2 squadre ai gironi, garantisce circa 3 milioni a squadra, per un totale, in caso di raggiungimento degli ottavi di finale di circa 8 milioni.

Ma non è tanto (o solo) l’aspetto economico che fa la differenza: vincere l’Europa League da l’accesso alla Champions League, particolare non da poco e motivazione primaria di tutte le squadre che ambiscono ai più lauti ricavi della Coppa dalle grandi orecchie.

Per squadre come l’Arsenal e il Chelsea, quindi, la competizione diventa cruciale: non solo per salvare una stagione altrimenti semi-fallimentare (come nel caso del Chelsea) ma anche perchè le due squadre londinesi sono state sbalzate dal quarto posto nella classifica di Premier dal grande ritorno dello United di Solkjær.

Per cui per Emery e Sarri vincere la Champions rappresenta una strada quasi forzata per centrare un obiettivo stagionale che altrimenti è incerto.

Lo stesso discorso potrebbe quasi valere per l’Inter, che nonostante conservi ancora un piccolo tesoretto di 4 punti sul quarto posto, ma non per il Napoli, che invece deve vincere per riabituarsi ad una dimensione di vittoria europea che revitalizzerebbe l’intero ambiente.

Da non sottovalutare poi, come sempre le spagnole: il Valencia ha solo 32 punti e attualmente gravita intorno decimo posto, a -5 dalla Champions, mentre il Siviglia è uno dei grandi favoriti per il titolo come ogni anno.

Ultimi ma non ultimi squadre come l’Eintracht Francoforte e lo Sporting Lisbona, che hanno dimostrato già nella fase a gironi di poter dare filo da torcere a tutti, e che per questioni di rango e classifica proveranno a portare a casa la coppa.

Insomma: un vincitore tutt’altro che scontato: a chi serve di più l’Europa League?