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Mario De Zanet

Razzismo, l’audio dell’AD della Lega: “Buu? Spegniamo i microfoni”


Il tema razzismo nel calcio torna al centro delle cronache.

Stavolta il tutto avviene fuori dagli stadi: siamo dentro il Consiglio di Lega, in cui è stata registrata una conversazione destinata a far discutere.

I protagonisti sono il presidente del Milan Scaroni e l’amministratore delegato della Lega Calcio De Siervo: il dirigente della Lega, interpellato sull’articolo del New York Times sui buu razzisti, rivela la sua richiesta di spegnere i microfoni verso la curva.

Io ho chiesto ai nostri registi di spegnere i microfoni verso la curva – si sente nell’audio rubato – quindi non lo sentirete, perché io ho chiesto di spegnere i microfoni“.

L’originalità dell’audio, pubblicato da Repubblica, è stato confermato dal diretto interessato al quotidiano di Verdelli, ma De Siervo ha voluto contestualizzare le sue parole.

Queste le sue dichiarazioni a Repubblica.

“Nell’audio si sente solo una frazione del ragionamento. Che era molto più ampio. Stavamo parlando di produzione televisiva. E si partiva dal presupposto che noi non siamo giornalisti che dobbiamo scovare le notizie, noi produciamo uno spettacolo e lo valorizziamo. A controllare la regolarità dello svolgimento della gara e documentare a fini legali e sportivi ciò che capita dentro lo stadio ci pensano già gli organi preposti: la polizia, gli ispettori di Lega e Federazione e, non ultimi, gli arbitri. Noi stavamo ragionando di come le riprese tv possono raccontare al meglio la bellezza del calcio. Lo facciamo continuamente. E la linea è evitare di indugiare sui brutti episodi che ogni domenica capitano”.

In proposito, spiega ancora De Siervo, sono state date precise istruzioni ai registi. “Per dire, abbiamo ‘squalificato’ per due giornate il regista che a Cagliari aveva indugiato per 40 secondi, durante un controllo Var, sulla curva del Cagliari che in quel lasso di tempo aveva fatto di tutto. Allo stesso modo abbiamo fermato un altro regista che aveva inquadrato per troppo tempo un omaggio dei tifosi interisti a Diabolik”.

La censura di De Siervo va, dunque, contestualizzata: “Ma quale censura. Stavamo parlando di come valorizzare un prodotto. Eravamo reduci da un articolone del New York Times che indicava l’Italia come la nuova frontiera del razzismo nel calcio. E io ho suggerito di gestire in maniera più precisa il direzionamento dei microfoni. Capita spesso infatti che da casa si sentano dettagli che allo stadio nemmeno si percepiscono”.